Come mamma t’ha fatto… t’ha distrutto

Come mamma t’ha fatto… t’ha distrutto

 

Possono sembrare all’apparenza solo due uomini molto diversi… un ricco belloccio e un pallido spiantato… ma dietro queste due figure si nascondono altrettante due madri che hanno fatto la loro parte… eppure questa non è la faccenda palese, quella più evidente… eh no, perché come nella vita normale, ciò che più conta, quello che sta alla radice, che dona la qualità al creato, insomma lo gnomo che manovra la macchina, è ben nascosto dietro strati e strati di apparenza

“Due uomini e mezzo” – una sit com che ci mostra l’effetto del nutrimento materno, o della sua mancanza, su uomini ormai adulti da un pezzo…

I protagonisti sono due:

Walden: un adone, miliardario, neanche trent’enne, tutte le donne lo vogliono, dotato di attributi abbondanti e floride fantasie erotiche, prende la vita con leggerezza, investe il suo denaro con tranquillità sapendo che può vincere come perdere, è animato da sentimenti puri ed è anche intelligente, seppur si comporti spesso come un bambino

Alan: molliccio, di mezza età, spiantato, cinico, approfittatore, sfortunato con le donne, poco dotato e troppo veloce, vive a sbafo di chiunque, stupido, vanitoso e pessimista, sempre alla ricerca di un colpo fortunato e comunque in corsa per assicurarsi ogni beneficio da ogni situazione

Può sembrare che Walden sia il personaggio migliore, spesso ci si chiede come mai Alan sia così molle in tutti i sensi… anche qui la metafora include ogni aspetto della sua vita… potrebbe benissimo cercare un lavoro o inventarsene uno, potrebbe aprire il suo cuore, amare per davvero, provvedere alla sua autostima e fare qualcosa di utile nella sua vita. Invece persiste nel suo tentativo di prendere più che può, anche qui in ogni ambito della sua vita, ignorando le esigenze altrui.

Un bravo ragazzo contro un vecchio delinquente?… in fondo in fondo, no. C’è di più. C’è un’origine, una storia, una genesi… e ci viene raccontata a tratti, con una battuta qua e là, quasi volesse essere un’indicazione sulla mappa del tesoro che è però solo un simbolo, è da interpretare… perché solo a chi interessa viene svelato il segreto che sta dietro il luccichio delle gemme all’interno del forziere.

 

E allora… cosa c’è all’origine di tutto questo?

I due protagonisti sono stati generati dalle proprie madri, che hanno provveduto a loro in modi molto diversi…

Walden è stato generato da una madre che, seppur con un velo di cinismo e raziocinio, lo ama e lo ammira, fa giochetti con lui, scherza, lo va a trovare per Natale, collabora con lui in società e porta avanti una stazione di ricerca scientifica da lui sovvenzionata… i due stanno insieme volentieri e Walden è arrivato ad ideare un software, la cui vendita l’ha reso ricco.

Alan è stato generato durante un incontro sporadico, la madre lo tiene lontano, gli racconta nel dettaglio le sue avventure erotiche e preferisce consumarle anziché stare con lui a Natale, gli porta via tutto quello che può, si astiene dal dargli qualunque cosa, lo ignora, è attiva in più lavori – ovvero quelli che le convengono sul momento – e dubita di ogni qualità del figlio.

Ecco che il gioco è fatto.

I due personaggi rivelano il risultato delle cure, più o meno devote, ricevute dalle rispettive madri.

 

Bert Hellinger dedica molto spazio all’argomento “ricevere dalla madre per avere ricchezza nella vita”. Il ricevere è astratto e si pratica durante meditazioni e visualizzazioni, in modo da aprire quella porta che è stata chiusa e che ha portato a credere di essere senza valore, perché attraverso l’amore passano molte cose: nutrimento fisico, nutrimento morale, emotivo, autostima, valore di sé, importanza… se una madre ti ama e si prende cura di te, si genera in te il pensiero secondo cui sei importante e questo rimarrà impresso in te per tutta la vita, aiutandoti a investire le risorse naturali che ti sono state donate. Il nutrimento ricevuto dalla madre diventa, per riflesso, il nutrimento ricevuto dalla vita. Ricevere dalla madre naturale è ricevere dalla madre cosmica.

Spesso nei film ci sono anche solo battute veloci in riferimento alla madre che è stata distratta, cinica o addirittura demoralizzante per il figlio. Autori, scrittori, sceneggiatori conoscono bene i meccanismi della psiche… e portarli sullo schermo, anche solo con un cenno, permette di risvegliare qualcosa nelle profondo inconscio delle persone.

 

Perché siamo tutti viaggiatori, in questa vita pratica così come all’interno di noi stessi… e anche solo un film o una sit com possono risvegliare energie sopite nello spettatore disponibile a farsi stimolare dall’avventura che sta guardando.

 

 

Buona ricerca!
Rossella

 

 

No Comments

Post A Comment