Quello che si esprime attraverso di te

Quello che si esprime attraverso di te

 

 

Qualche giorno fa, un’amica mi ha mandato un audio prezioso, che ho ascoltato molte volte, e conteneva un profondo pensiero riguardo l’essere tramiti dell’energia che vuole esprimersi attraverso di noi, anziché soffrire nello sforzo di fare qualcosa che ci metta in mostra.

Descriveva in modo chiaro la differenza tra “esprimere me” e “quello che vuole esprimersi attraverso di me”, che “esiste a prescindere da me”, che “arriva”.

Sono stata toccata dal suo discorso e mi sono dedicata all’approfondimento, sentivo che poteva darmi una chiave per dare uno spazio sincero ai miei talenti, che in fondo sono doti e perciò doni, ovvero cose che mi vengono date. Il suo discorso tornava.

Così, in scrittura automatica, ho chiesto:

 

Cosa vuole esprimersi attraverso di me?

La comprensione più alta dell’esistenza

che passa attraverso il riconoscimento di ogni aspetto dell’essere,

senza distinzioni di sorta, genere, razza o sesso.

Un senso esteso dell’esistenza,

che passa attraverso l’espressione libera

di quello che giunge dal cuore.

Ogni essere diviene veicolo dell’esistenza.

In questo essere canali,

siamo tutti a umile servizio

dell’immensa energia del tutto.

Ogni persona diviene molecola

di questo universo

in continua evoluzione, movimento e trasformazione.

Tutti uno.

Tutti parte dell’uno.

Alcuna distinzione.

Il dolore nasce dalla separazione.

Unione è la forma suprema

dell’essere e dell’amore.

 

J

7.5.2018

Rossella”

 

Queste parole hanno dato forma ad un intento che risiede in me da sempre, fin da quando io ricordi, e che ho cercato di esprimere in tutti questi anni spesso senza riuscirci, finché ho deciso di prendermi una pausa, per raccogliermi, attraversare il buio di quello che ho rinnegato nella speranza di portare fuori, un giorno, quello che sentivo dentro.

Quel giorno sembra essere arrivato.

Ora, proseguo nel condividere i pensieri nati da queste rivelazioni.

 

L’essere uno si realizza nel momento in cui divieni veicolo per l’energia del tutto.

Ecco che a quel punto sei di nuovo uno con il tutto, sei di nuovo uno con te stesso.

Quando ignori o neghi le tue ispirazioni, le intuizioni e i sentimenti, si crea la frattura, ti separi da te stessa. Ti separi dal tutto, che sei tu.

Questa frattura porta malessere, ombra e sintomi generati dall’energia messa in ombra che richiama l’attenzione attraverso emozioni e disagi.

 

Accogliere tutte le parti

Noi siamo uno, siamo tutto, e siamo fatti di molte parti.

Accogliere tutte le nostre parti significa essere uno e disporre di tutta l’energia dell’universo, del tutto, poiché nulla viene negato e tutto viene accolto.

 

Tutti siamo canali per l’energia universale

Essere canale significa porsi all’ascolto di se stessi e favorire l’espressione di “quello che vuole esprimersi attraverso di me”.

Umiltà è essere presenti a questa energia e mettersi a disposizione, né più né meno di quanto sia in accordo con la nostra natura, ovvero entro i nostri limiti e anche grazie ad essi.

 

La preziosità dei limiti

L’energia prende forma materiale e possiamo viverla e goderne grazie all’esistenza dei limiti, che danno confini e delineano l’oggetto che permette all’energia di essere visibile.

Questa può anche essere la nascita del simbolo. L’oggetto in quanto portatore di significato.

Ogni cosa è simbolo, poiché rappresenta e rende visibile – immagine – un’energia.

 

La Papessa

In questo flusso, vedo il Tarocco della Papessa, colei che è veicolo dell’energia e la rende materia.

La Papessa porta il numero 2 che è risultato del 11, ovvero 1+1.

11 è la donna scarlatta, la strega, che in sé contiene la papessa, il 2.

Sangue e saliva, bianco e rosso, divino e diabolico, fiamma e luce…

Luce in entrambe le sue espressioni.

Fusione alchemica degli opposti per creare l’uno nuovo e unico.

 

Un dono

Ciò che giunge a me attraverso i talenti, le idee e le intuizioni, è qualcosa che “esiste a prescindere da me”.

In sintesi, io posso fare poco, perché questo è il modo che “mi è stato dato” di vedere le cose e la cosa migliore che posso fare è dargli uno spazio concreto di realizzazione, uno spazio di espressione, di radicamento, una forma materiale.

E farmi attraversare da esso sentendo il piacere.

 

Ansie e pressioni interiori

Quando ci si permette di essere se stessi, di essere portatori di energia, è magnifico. Allo stesso tempo, possono persistere tensioni, paure, ansie e pressioni rispetto al portare tutto questo nel mondo esterno, davanti agli altri.

Mi accetteranno?

Mi insulteranno?

Mi pagheranno?

Saranno interessati?

Mi rideranno dietro?

Sono domande comuni che spesso frenano tutta quella potenza naturale che scorre attraverso di noi.

In questi momenti di congelamento, possiamo ricordare che le angoscie sono manifestazioni di una particolare energia potente dentro di noi che abbiamo ignorato, che adesso sta chiamando e che possiamo liberare.

Ogni pressione interiore è solo un campanello che l’energia repressa sta suonando.

Allora, è sufficiente andare ad aprire quella porta.

 

Dipendenze e pretese

Ignoriamo le nostri parti e creiamo così separazione.

Andiamo poi a cercare questo uno fuori da noi,

nelle persone, nelle cose, nelle esperienze,

creando una dipendenza da fattori esterni

nella speranza che ci facciano sentire che siamo parte del tutto.

La prima unione avviene con quello che sentiamo,

con noi stessi, che siamo il tutto,

e l’uno può realizzarsi nel momento in cui

diamo spazio alle nostre intuizioni, ai sentimenti.

 

L’altra metà della mela

In poche parole, mettiamo pressione (vedi consumismo, dipendenze affettive e di vario genere, pretese, accuse, estremismi) su cose e persone esterne affinché ci facciano sentire che siamo parte di un uno, di un tutto, in poche parole cerchiamo “l’altra metà della mela”… e questo avviene perché abbiamo dimenticato che l’altra metà della mela è dentro di noi ed è tutta quella energia che ignoriamo.

Il senso di solitudine, di essere soli al mondo, di sentirsi “a metà”, persi ed incompresi, deriva dall’aver ignorato le proprie intuizioni, i propri sentimenti, ed essersi piegati a convenzioni, ricreando quel senso di vuoto percepito nell’infanzia quando le nostre parole, le nostre idee e le nostre aspirazioni sono state ignorate o derise.

 

Quando entriamo nell’ascolto di noi stessi e diamo spazio ai sentimenti, ecco che torniamo ad essere uno.

 

Tutto diviene un flusso continuo di espressione dell’energia universale, che – in essenza – siamo noi.

 

Essere insieme nella completezza

Da esseri completi, possiamo relazionarci con il mondo esterno in modo sereno, creando sinergie tra individui unici, che arricchiscono e creano ulteriore bellezza nel mondo e nell’universo, di cui tutti possiamo godere.

 

Ogni individuo è prezioso ed esprime quella parte dell’esistenza per cui è stato scelto.

 

Vi auguro un ricco viaggio alla ricerca di voi stessi.

 

Rossella Schianchi

www.rossellaschianchi.it

 

Grazie al prezioso contributo di Giorgia Gamberini

www.giorgiagamberini.com

 

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