Una nuova vita – La storia di A.

Una nuova vita – La storia di A.

 

Mi scrive A. e mi chiede di aiutarla a capire che cosa le stia succedendo.

“Sto diventando selettiva nei rapporti al punto che mi sto trovando sola sempre più con me stessa fino a poco tempo fa cercavo di stare in compagnia pur di nn stare sola

La sua scrittura è continuata, senza respiro, senza pause, le parole sono frammentate, si nota la confusione di questo momento…

…che mi succede? E il rapporto che ho da 10 anni con un uomo seppur libero lma vissuto da clandestina perché nn ne ho mai capito il vero motivo..e io pur di vederlo min andava bene ora invece non mi sta più bene ma nn riesco a lasciarlo andare…..”

 

Mi colpisce la parola “clandestino”, allora le chiedo:

Ci sono stati clandestini nella tua famiglia? Figli illegittimi, deportati, truffe o cose del genere? Può darsi che tu stia portando avanti il ruolo di qualcun altro.”

Lei mi conferma:
“la parola clandestino mio fratello nato da una precedente relazione nascosta di mia madre..E l altro fratello vive di bugie e truffe..”

 

Le rispondo che la mia opinione è…
“… che tu stia vivendo (o abbia vissuto) una relazione clandestina per essere come tua madre, per fare quello che ha fatto lei e trovare un punto in comune, un modo per essere vista, per esserle fedele, per farle vedere che tu eri come lei e quindi farti accogliere. Spesso una donna che è stata rifiutata, usata, o ignorata dalla madre, emula i suoi comportamenti per essere accettata, per entrare nelle sue grazie, per sentirla più vicina ed esserle complice. Come vedi, anche tuo fratello vive nella menzogna. Anche lui, forse, in qualche modo sta cercando di essere approvato. Ma questa è la sua storia.”

Quando A. dice che si faceva andare bene tutto pur di stare in compagnia, conferma il suo bisogno di vicinanza, ovvero dell’affetto materno.

L’assenza di confini è tipica del rapporto con la madre, richiama la vita nell’utero e di quella fusione in cui si riceve nutrimento a prescindere da tutto. “Farsi andare bene tutto pur di stare in compagnia”, atteggiamento del bambino che ha bisogno della madre, bambino che è ancora troppo giovane per decidere e allora accoglie qualunque cosa pur di sentire la madre vicina.

Conosco A. di persona, anche se in questo momento siamo in contatto via mail, allora mi permetto di aggiungere un’osservazione che ritengo utile, riguardo al suo corpo che ricordo scarno:
“Il tuo aspetto fisico mi richiama un grande bisogno di nutrimento di cui ti sei privata per molto tempo, perciò un’altra cosa che secondo me è importante è che tu scelga momento per momento, in ogni campo della tua vita, quello che ti fa meglio.
La mancanza di nutrimento – così come la presenza o la sovrabbondanza – giunge dalla madre e può darsi che nel tuo rapporto con lei sia nata qualche ferita che ti ha accompagnata in questi anni.”

A. mi risponde:
“… rapporto con mia madre,la quale non mi ha mai fatto sentire donna, figlia in un rapporto di alti e bassi da quando me ne ricordo..”

 

Spesso accade che le figlie donne si sentano obbligate a comportarsi da uomini, oppure percepiscano la negazione della loro femminilità.

Questo accade per vari motivi, tra cui:
. in famiglia si attendeva un figlio maschio, così la figlia donna si comporta da uomo per garantirsi l’approvazione della famiglia
. le madri stesse hanno perso il contatto con la propria femminilità, per proprie esperienze passate
. la figlia donna sente l’invidia da parte della madre che è più vecchia (ricco è lo scrigno delle fiabe che raccontano di questo, una fra tante Biancaneve)
. l’essere donna è considerato un difetto o una condizione di inferiorità

A. si è trovata ad affrontare anche un intervento all’utero – probabile conseguenza della sua difficoltà con l’essere donna – che le ha cambiato i sentimenti, la percezione del mondo.

La sua condizione di donna è mutata e le dico con il cuore che, seppur sia tragico quello che ha vissuto, ora può orientarsi verso una nuova vita, che lei sceglie in base a quello che sente vero per lei.

“Comincio ora a fare ciò che sento Rossella dopo tutti questi anni è come se stessi assaporando la libertà in un certo senso ed è bello..Non è facile tirare giù barriere che per anni per me sono stati muri e spesso vado in crisi per questo…”

Mi sta parlando di confini e questo mostra la sua uscita dall’involucro materno, da quel mondo di compromessi, mi dice che assapora la libertà ed è bello, sta iniziando a sperimentare il piacere dell’autonomia.

Sta andando verso il mondo, sta crescendo, sta diventando la donna che desidera e che sente di essere.

Questo le porta ancora confusione…
“… mi chiedo negli ultimi tempi perché amicizie che credevo sincere ora nn mi cercano più..Le ho allontanate io con il mio nuovo modo??? ”
Per saperlo, bisognerebbe chiedere a loro, però può darsi ed è un buon segno.

Uno dei motivi più frequenti per cui le persone evitano un percorso di crescita è proprio il cambiamento delle relazioni.
Spesso ho sentito dire: “Se inizio a lavorare su di me, allora finisce che divorzio. Meglio lasciare tutto com’è.” … oppure: “Se faccio quello che sento, allora lascio il lavoro.”

Sono scelte.

A. sta scegliendo di uscire, di affrontare le sue ombre ed attraversare il suo dolore.
A. sta selezionando le sue amicizie, sta incontrando se stessa grazie alla solitudine, sta tagliando con coraggio quello che la priva di nutrimento.
A. sta cercando di stare bene.

Mi dice:
“… le scelte e le persone che sto eliminandò in questo periodo un po mi pesano perché è come chiudere un pezzo di vita vissuta, ma sento che e`la scelta giusta per me

Forse per la prima volta, A. sta facendo quello che sente e si sta muovendo con fiducia verso un futuro ignoto, nell’ascolto di se stessa e dei suoi sentimenti.

“… è un periodo difficile, veramente ,mi sembra di non avere nemmeno fiato per respirare a giorni

Parliamo di respiro, la invito a praticare esercizi di respirazione… mi dice:
A volte mi dimentico di respirare..”

 

Il momento è difficile.

Quante paure sta provando A.?
Quali sentimenti si muovono in lei?
Quanto è forte quella sensazioni di rottura?

 

Molte di noi hanno attraversato o stanno attraversando momenti simili.
Ci sentiamo sole, pensiamo che sia troppo dura.
Poi succede che alziamo lo sguardo e vediamo che ci sono altre donne che vivono o hanno vissuto la nostra storia.
Allora troviamo il coraggio di chiedere aiuto, di raccontare quello che stiamo vivendo, senza vergogna.
Usciamo da quella corazza del “devo farcela da sola” e ci mostriamo nella nostra verità.
Ascoltiamo e parliamo, stiamo insieme e poi torniamo nel nostro intimo.
Percorriamo quel viaggio intenso verso la scoperta di noi stesse.

 

La storia di A. è la storia di tutte, tutte quelle che stanno scoprendo se stesse.

 

A. mi ha autorizzata a raccontare la sua storia, affinché potesse essere di aiuto ad altre.

Mi auguro che sia così.

 

Invito tutte coloro stiano passando un momento difficile a raccontare la propria storia, perché è liberatorio, perché toglie dalla palude, perché le emozioni, quando escono, sono più leggere.

 

Buon viaggio.

 

Grazie,
Rossella

 

19.5.2018

 

www.rossellaschianchi.it

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